EsteBike in trasferta: quattro giorni in bici a Dublino

Dieci giallorossi, quattro giorni, un’isola verde da scoprire in sella. Dal 29 maggio al 1° giugno 2026 una delegazione EsteBike è volata a Dublino per una trasferta che mancava da troppo tempo nel calendario del club: scoprire l’Irlanda in bicicletta, tra costa, montagne e — perché no — qualche pub. E con il meteo siamo stati pure fortunati: qualche scroscio veloce, ma per il resto cielo per lo più clemente.

In volo verso Dublino con il cappellino EsteBike

Venerdì 29 maggio — Arrivo e bici a noleggio

Il viaggio di andata è già parte della trasferta: cappellino EsteBike calzato, maglia giallorossa nello zaino e quella sensazione tipica delle gite in compagnia. Atterrati a Dublin Airport, il primo appuntamento è con The Good Bike Project (alias “the crazy Paul bike rental”), il punto di noleggio scelto per equipaggiarci con bici da strada all’altezza dei percorsi che ci aspettano.

Ritiro delle bici a noleggio da The Good Bike Project

Bici ritirate, qualche regolazione e siamo pronti per il giro inaugurale del giorno dopo.

Sabato 30 maggio — Costa sud, Killiney e Sally Gap

La sveglia suona presto: davanti a noi una delle pedalate più classiche e spettacolari dell’area di Dublino. Partiamo dai quays lungo il Liffey e ci dirigiamo a sud, costeggiando la baia.

In fila indiana lungo il Liffey verso la costa sud

Prima tappa Dun Laoghaire, con il suo lungo molo vittoriano e la vista che spazia fino a Howth. Pochi chilometri più in là arriva l’icona della costa di Dublino: il Forty Foot, lo storico punto di balneazione a Sandycove dove i più temerari fanno il bagno tutto l’anno (noi ci limitiamo alla foto di rito).

Foto di gruppo al Forty Foot con Howth all'orizzonte

Da lì la strada sale: Killiney Hill, una salita breve ma intensa che regala uno dei panorami più belli sulla baia, soprannominata la “Bay of Naples” d’Irlanda. In cima si passa davanti al castello di Killiney, residenza di Enya, e poco distante anche la villa di Bono degli U2. Discesa veloce verso Bray e via verso l’entroterra.

Davanti al castello di Killiney, residenza di Enya

E qui inizia il pezzo forte di giornata: la Military Road verso il Sally Gap, la storica strada militare costruita dagli inglesi nell’800 per controllare le Wicklow Mountains. Brughiere a perdita d’occhio, laghi di torba, pecore e silenzio. Una salita lunga, regolare, da assaporare metro dopo metro.

Sulla Military Road tra le foreste delle Wicklow Mountains

In quota tra le brughiere, sotto un cielo finalmente azzurro

Selfie di gruppo al Sally Gap

Panorama sulle vallate delle Wicklow Mountains dal Sally Gap

Scollinato il Sally Gap, picchiata verso Glencullen per il pranzo meritatissimo al Johnny Fox’s, il pub più alto d’Irlanda. Ribs, fish & chips e qualche ben dosata bevanda locale: la formula vincente.

Hop House 13 ben meritata al Johnny Fox's

Pance piene e gambe rimesse a nuovo, rientro in città per una doccia e poi tuffo nell’atmosfera di Temple Bar, con cena finale a base di burritos da Pablo Picante. Un classico dublinese.

Domenica 31 maggio — Costa nord, Malahide e Guinness Storehouse

Cambio di rotta: oggi si va a nord, verso le cittadine costiere di Howth e Malahide. La giornata si apre con cielo plumbeo ma asciutto, e via lungo la baia verso la penisola di Howth.

Lungo la baia verso Sutton e Howth

Salita verso Howth Summit e poi i sentieri panoramici della Howth Head Cliff Walk, con il faro e la sagoma di Ireland’s Eye a fare da sfondo.

Foto di gruppo al Howth Summit

Ireland's Eye e il faro di Howth

Da Howth ci spostiamo verso Malahide, percorrendo i sentieri costieri e attraversando il Malahide Castle, una delle dimore storiche più affascinanti della contea di Dublino, immersa nei suoi 105 ettari di parco.

In mezzo a tutto questo, l’Irlanda ci ha regalato il suo classico saluto: qualche rovescio veloce alternato ad altrettante schiarite. Nulla di drammatico, anzi: la vera “Irish cycling experience”, giacca su, giacca giù, giacca su, giacca giù, ma senza esagerare.

Giacche antipioggia: il vero ciclismo irlandese

Rientro anticipato in hotel, doccia e poi tappa obbligata da turisti: il Guinness Storehouse a St. James’s Gate. Visita al museo della stout più famosa al mondo e pinta finale al Gravity Bar, il rooftop con vista a 360° su Dublino, sul porto e — sullo sfondo — sui Dublin Mountains che avevamo pedalato il giorno prima.

Insegna del Guinness Storehouse

Pinta perfetta al Gravity Bar del Guinness Storehouse

Per la cronaca: una pinta. O due. O quattro. Non ricordiamo bene. 😄

Il Liffey e l'Ha'penny Bridge al tramonto

Lunedì 1° giugno — Bank Holiday Monday a piedi

Chiusura della trasferta in modalità “turisti”, approfittando del June Bank Holiday: in Irlanda il primo lunedì di giugno è festivo, perfetto per un’ultima giornata in centro senza fretta. Qualcuno non si è dato per vinto e ha approfittato della mattinata per un ultimo giro in bici al Phoenix Park, il più grande parco urbano recintato d’Europa, tra cervi selvatici e viali alberati (purtroppo nessuno aveva il telefono a portata di mano per le foto). Nel pomeriggio, giro tra le tappe storiche del centro: la maestosa St. Patrick’s Cathedral, una passeggiata rilassante nei prati di St. Stephen’s Green e infine pinta d’addio in uno dei pub più antichi di Dublino, il Brazen Head (fondato nel 1198!), appena oltre Augustine Street.

Foto di gruppo nel cortile del Dublin Castle

Passeggiata al St. Stephen's Green

Pinta finale al Brazen Head, il pub più antico di Dublino

Bilancio

Quattro giorni intensi, circa 200 km di pedalate tra mare e montagna, due cene memorabili e una quantità imprecisata di pinte. L’Irlanda in bicicletta merita assolutamente — la varietà di paesaggi nel raggio di pochi chilometri da Dublino è impressionante e, per una volta, anche il meteo ci ha dato una mano.

Un grazie ai dieci giallorossi che hanno reso possibile questa trasferta e a The Good Bike Project per il noleggio. Si replica? Ci pensiamo già.

Trovate tutte le foto della trasferta nella galleria, nella sezione dedicata “EsteBike a Dublino”.